l'inverno è quella stagione
in cui tutto si sopisce
in cui tutto si chiude
in cui tutto si raccoglie
in cui tutto viene ammantato e protetto
da quel freddo, da quel grigiore
da quella poca luce di quel giorno breve.
gli alberi si spogliano.
i fiori, se ancora nelle piante permangono,
marciscono.
le brulle siepi invernali
rispecchiano la stagione del silenzio
rispecchiano la stagione del non colore
rispecchiano la stagione
di questa apparente chiusura.
pochi colori abbiamo nell'inverno.
tutto tace.
tutto è silente nella natura.
tutto è nell'attesa di quel raggio di calore
che porta luce
che porta colore
che porta germinazione
che porta spinta
dagli strati sotterranei
fino alla superficie della terra
perché quel ramo
perché quel virgulto
possa diventare forte virgulto
forte arbusto, poderosa pianta.
poderosa pianta non significa grande pianta
poderosa pianta significa anche
piccolo cespuglio di fiori
ma poderosa è la pianta rigurgitante energia
fino a formare
a far nascere
a moltiplicare
le sue foglie e i suoi fiori.
il poderoso è nella qualità
non nella quantità.
tutto è sempre nella qualità.
l'inverno è all'apparenza
il periodo del riposo
il periodo del raccoglimento.
il cielo sembra abbassarsi sulla terra
come una coltre benevola e protettiva
le nuvole sono lì, sempre presenti
le nuvole sono lì nella loro omogeneità
e non nella spensieratezza della primavera
o nella turbolenza dell'estate.
le vedi piatte come se veramente il cielo
si fosse avvicinato alla terra.
come possiamo rispecchiare la vita di un uomo
nella corrispondenza di questa metafora
con la stagione dell'inverno?
vorrei poter dire
amici carissimi, figli carissimi
vorrei poter dire:
riflettete.
appropriatevi di questa metafora
fatela scendere
nel più profondo del vostro animo
nel più profondo del vostro sentire
e vedete cosa questa metafora vi porta
come illuminazione
come conoscenza ulteriore
di quello che già voi conoscevate.
vorrei poter dire che
qualsiasi insegnamento
anche il più brillante
anche il più chiaro
anche il più esaustivo
nulla porterebbe in voi
se non fosse lasciato scendere
in quella profondità del vostro sentire
che solo vostra è.
unico insegnamento, mille le ramificazioni:
ognuno coglieràin sè
quella parte che gli è propria
quella parte che gli è necessaria
e quella parte che vede pertinente
al proprio momento.
e allora vogliamo usare, raccogliere
questa metafora dell'inverno
ognuno all'interno di sè.
ognuno cerchi
qual è il proprio significato
qual è la propria corresponsione
qual è la propria qualità di vita
del suo proprio momento
in confronto alla metafora dell'inverno.
l'inverno non è attesa passiva
l'inverno non è appiattimento di emozioni
l'inverno non è freno alla creatività
l'inverno non tradisce le aspettative dell'uomo.
l'inverno non è patrigno
né per l'uomo
né per la natura
né per gli animali.
l'inverno è coordinatore
l'inverno è demiurgo
l'inverno è protettivo
solerte
preparatore
equilibratore
ordinatore
demiurgo.
come puoi far scendere
in quale momento puoi far scendere
questa stagione della terra
nella stagione della tua vita?
unirti devi alla natura.
per osservare bene te stesso
devi osservare la natura.
per ascoltare bene te stesso
devi ascoltare il canto e il silenzio.
per accettare te stesso
devi accettare qualsiasi manifestazione
che esterna ti appare,
ma facente parte di quell'insieme
di cui tu sei parte efficiente
parte in causa
parte insostituibile e inalienabile.
se la tua vita non conoscesse a ritmi alternati
la stagione dell'inverno
non potrebbe avere primavera
quindi non potrebbe avere fioritura,
non potrebbe mietere all'estate
e quindi non potrebbe raccogliere il frutto
e non potrebbe avere con l'autunno
il riposo e il dolce abbandono al riposo.
la stagione dell'inverno nella tua vita
non sarà definita
dal movimento della terra
dalla rotazione della terra intorno al sole.
la stagione dell'inverno nella tua vita
verrà definita dal tuo percorso verso lo spirito
non intorno allo spirito.
man mano che procederai in quella tua realtà
che apre ad altre realtà
tu incontrerai le tue stagioni dell'inverno.
non rifiutarle
non ripudiarle
vedine tutta la bellezza
vedine tutta la capacità
di rinnovamento e di creatività.
vedine tutto il fervore di rinascita.
vedine tutta la forza vitale che si accumula
che si estende, che si espande
in quella verità all'apparenza latente
ma che fervido tumulto di vita
e di desiderio di esprimersi
e di espressione e di pulsione
è.
tu non puoi decidere il tuo inverno
la tua primavera
la tua estate
e il tuo tramonto.
non puoi prevedere
a ritmi ripetitivi, matematici
come i ritmi delle stagioni della terra
quando sarà il tuo inverno
quando accadrà la tua primavera
quando avverrà il tuo raccolto dell'estate
quando si verificherà il riposo meritato
dell'autunno.
non puoi sapere
non puoi prevedere
ma puoi riconoscere.
attenta dovrai essere
ai momenti della tua esistenza.
attento dovrai essere
o tu uomo e tu figlia
ai momenti dell'esistenza.
i momenti dell'esistenza
non sembrano
non appaiono
ma sono.
e tutto dipende da te
il saperli riconoscere.
nessuno all'infuori di te
può riconoscere le tue stagioni.
inutile è rifiutarle
è inutile deviarle
è inutile ripudiarle.
solo di rimando, non di superamento
si esprime la deviazione
e si esprime il rifiuto.
rimandare una responsabilità
non significa averla risolta
significa averla deviata
ma significa che sempre in attesa è
della nostra verità.
l'inverno ha la sua poesia
l'inverno ha la sua bellezza
l'inverno ha la sua misticità
l'inverno ha il suo incanto.
molto bene dovrai essere preparata
per scoprirne la bellezza
la poesia
il canto e la misticità.
tutto è intorno all'uomo
tutta la verità è presente.
solo l'uomo deve pian piano
man mano conoscerla
riconoscerla e possederla.
la verità che un fratello raggiunge
potrà per te essere solo informazione di verità
ma non diventare tua verità.
la tua verità è solo tua
solo tua la specificità
della tua verità.
è bello condividere con altri fratelli
l'informazione delle verità raggiunte
il sapore, la bellezza della diversità
delle verità raggiunte.
questo è il dono che l'uomo riceve
nel concedere la propria verità
e nel cogliere in sè le verità degli altri:
il piacere, il sapore della diversità
e della molteplicità delle verità
ma mai, nessuno e nessuna cosa
potrà concederti una verità
che non ti è propria
che non ti è consentita
che non è stata frutto di percorso
di cammino, di impegno solo tuo.
e i libri?
e l'insegnamento dei maestri?
e i grandi filosofi?
e i saggi?
tu mi dirai:
perché esistono, perché si impegnano
se nulla mi possono dare?
se così tu domandi
non hai compreso bene
il significato di dare
e il significato di ricevere.
l'insegnamento dei maestri
dei saggi, dei grandi filosofi,
se così essi veramente sono,
possono darti la grande notizia
della tua libertà.
un grande maestro
non vorrà mai il tuo plagio.
un grande maestro
non vorrà mai un tuo ripiegamento
sulla verità che non è tua
che non ti è propria.
un grande maestro ti esorta
un grande maestro ti sostiene
un grande maestro vibra con te,
perché tu possa trovare il tuo sentiero
il tuo impegno nella tua libertà
per la tua verità.
che ben vengano i grandi maestri
che sono anche anonimi, silenziosi
si confondono nella moltitudine
si confondono all'interno delle case
si confondono in quella strada,
che ben vengano i maestri
che possono aiutarti a comprendere
qual è la tua forma
qual è la tua esigenza
qual è il tuo peso
qual è la tua forza
qual è la tua misura
qual è il tuo coraggio
e qual è la tua generosità
innanzitutto nei confronti di te stesso
e di riflesso nei confronti degli altri.
generoso tu sarai con il fratello
se generoso tu sarai con te.
tollerante sarai con il fratello
se tollerante sarai con te.
comprensivo sarai con il fratello
se comprensivo sarai con te.
questo non significa perdizione
questo non significa smarrimento
questo non significa degenerazione
questo significa amore.
dice il cristo:
ama il prossimo tuo come te stesso
e da qui si evince che amore ti devi dare
amore ti devi portare
amore per te
per poter amare l'altro
che altro non è se non una parte di te
che altro non è che una parte di te.