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sull'ansia

l'ansia
che aggredisce l'umanità
è lupo famelico
è lupo vorace.
l'ansia
sembra sia il comune denominatore
delle genti.
c'è un'ansia giustificata?
c'è un'ansia ingiustificata?
"sempre l'ansia è ingiustificata!"
l'ansia denuncia
la mancanza di fede dell'uomo,
in quello che è l'amore di Dio.
"l'ansia è mancanza di fede".
l'ansia non risolve i problemi,
l'ansia aggrava i problemi,
ne costruisce ne crea
là ove non dovrebbero essercene.
l'ansia è comunicativa
come ogni onda psicologica, psichica
che l'uomo emana da sè,
anche l'ansia, onda psichica negativa
che l'uomo emana da sè
va ad irraggiarsi
va a formare e formulare
altre onde di ansia.
l'inconscio collettivo
quella base inconsapevole,
ma che è vaso comunicante di ogni psiche umana,
va a contagiarsi di quell'ansia emanata
da individuo a individuo.
ecco perché colui che sente la positività della vita
nonostante le tribolazioni,
nonostante le avversità,
nonostante gli avvenimenti
e gli accadimenti dolorosi,
deve poter emanare
onde di bene,
onde di pace,
onde di fede,
onde di accettazione.
sempre diciamo che
il positivo vissuto, emanato,
creato dalla volontà dell'uomo,
è muro di contenimento
di quell'onda negativa che,
per poca cosa e con la massima facilità,
prenderebbe, inonderebbe
tutto il pianeta.
l'ansia:
l'ansia di non riuscire
l'ansia di non fare in tempo
l'ansia di non guadagnare
l'ansia di non saper reggere
l'ansia di stare bene
l'ansia di stare male.
lo stato ansioso dell'uomo
porta miliardi
nelle casse farmaceutiche
disseminate nel pianeta.
addirittura s'è dato il nome
a questi determinati farmaci
di "ansiolitici".
quanta ricchezza di denaro
porta all'uomo
l'ansia dell'uomo.
quanta povertà d'amore
quanto impoverimento di sentire
porta all'uomo
l'ansia dell'uomo.
perché essere ansiosi?
perché l'uomo esige
vuole, crede di poter redigere la sua vita
e quella degli altri.
l'uomo crede e vuole ed esige
gestire in totalità la sua vita
e quella degli altri.
non vuole accettare
di essere una goccia nell'oceano
di essere un granello di sabbia nel deserto,
un granello di polvere nella terra,
un atomo o una molecola d'acqua nel cielo,
nelle nubi e nella pioggia.
l'uomo deve combattere
contro la sua presunzione.
quella scintilla del divino
che è in lui
lo porta ad un compromesso
con la vita e con se stesso,
che sofferenza, tribolazione arreca.
già in passato è stato detto
che non possiamo chiederci perché
stanno così le cose.
dobbiamo solo dichiarare:
"così stanno le cose".
e tramite questo essere delle cose
l'uomo conquista,
non gratuitamente,
ma tramite la sua partecipazione attiva,
l'uomo conquista
la luce di quella scintilla divina
che all'origine gli è stata donata.
ritorniamo all'ansia:
c'è l'ansia che per il week end
ci sia bel tempo,
perché altrimenti non ci si diverte,
non si riesce a fare quello che
per tutta la settimana di lavoro
si è pensato si è sognato
si è programmato.
allora è ragionevole
un'ansia per il bel tempo
o per il cattivo tempo?
quindi non parliamo
di realtà avulse dall'uomo:
parliamo solo di ragionevolezza.
se determinate espressioni dell'ansia
non possiamo con la logica frenare,
molte invece di queste espressioni dell'ansia
possono essere addirittura
cancellate dalla logica e non solo frenate.
posso io avere ansia
che un esame vada bene?
posso avere io ansia
che un determinato compito
mi riesca come io desidero,
se non dò un impegno adeguato
alla mia vita,
alla mia preparazione
per quel determinato esame
e per quel determinato compito?
l'ansia non deve aggredire
per nostra inadempienza.
se tu, uomo, sei inadempiente,
non puoi avere
l'ansia che ciò che tu desideri
non possa essere realizzato,
ma solo constatazione che,
adeguatamente al tuo impegno
e alla tua preparazione,
avrai il risultato che meriti.
posso avere io ansia oggi
che salute mi sostenga
per un mio domani di malattia?
perché vedo tanti fratelli,
che in questo momento
della mia ora di benessere fisico,
soffrono di malattie gravi,
gravissime?
posso io avere ansia
per questo mio futuro
col timore che anche per me
quel cammino sia già segnato?
anche se così fosse
la tua ansia del momento
nulla potrebbe fare
per cancellare o deviare
quel percorso che ti attende.
posso io avere ansia
nel momento della malattia fisica
per quello che sarà lo svolgimento della malattia,
la conclusione della malattia?
tutto accade all'uomo
di ciò che deve accadergli.
l'ansia non alleggerisce il peso
non devia il corso.
l'ansia appesantisce il peso
e aggrava il decorso
di ogni momento della prova
o della correzione
o della esperienza
che l'uomo ricopre di ansia
ingiustificatamente.
la tua ansia non ti porta
alla guarigione,
la tua ansia non allontana il tuo momento ultimo
della fine del tuo tempo.
la tua ansia non allontana
la vecchiezza che avanza.
la tua ansia non rallenta
la giovinezza che avanza.
la tua ansia non ti porta
a rivincite in borsa.
la tua ansia non ti esclude
da delusioni d'amore.
la tua ansia aumenta
amplifica eleva a potenza
tutto ciò che per te
è motivo di ansia.
accettare con fede
che quello che man mano accade,
anche se compreso nella nostra partecipazione,
anche se espresso dal nostro libero arbitrio,
tutto quello che accade
deve accadere.
ogni singolo individuo necessita
di determinate esperienze
e quelle esperienze sono il succo,
sono la vita della incarnazione
che sta sperimentando.
nessuno è abbandonato a se stesso.
tutto ci viene dato:
l'aiuto, il conforto
nel momento in cui l'aiuto e il conforto
necessitano.
tutto ci viene dato.
la prova, il dolore,
la verifica nel momento in cui necessita,
tutto ci viene dato in quel significato primo
e in quel significato ultimo
di cui saremo totalmente consapevoli
nell'ora della fine
non solo di questo tempo
ma nella fine di tutto il nostro tempo
da esperire e da sperimentare.
l'ansia è una emanazione
della parte negativa dell'uomo.
sempre vi rammentiamo
che l'uomo è
nella dualità e nel vissuto degli opposti.
vedere l'ansia, avere il coraggio
di affrontare la propria ansia
come ogni altra parte negativa
che scaturisce dal nostro essere,
è avere coraggio
di affrontare la propria dualità
e di convergere gli opposti
ad una unificazione di esistenza.
non posso escludere gli opposti in me.
non posso escludere da me la mia dualità.
ma posso, con la fede,
vivere l'insieme della mia dualità,
vedere l'insieme dei miei opposti.
posso convivere con quella dualità
che si presenta a tradimento
quando meno ci sentiamo preparati,
quando meno ci sentiamo pronti,
perché l'uomo cerca la distrazione
l'uomo cerca lo svago,
ma non come leggerezza dalla fatica,
ma come osata dimenticanza.
l'uomo vuole dimenticare
la sua precarietà.
l'uomo vuole dimenticare
che è solo transito.
l'uomo vuole dimenticare
le sofferenze fisiche e psichiche.
l'uomo vuole dimenticare
la sua natura di stato d'essere.
e in questa esasperata ricerca
di svago, di fuga,
di dimenticanza,
è nudo, è spoglio
di quella fede che,
unica dà forza
unica dà coraggio
unica dà resistenza e vittoria
sulla aggressione della negatività
e sulla aggressione dell'ansia
e della angoscia che ne consegue.
guardiamo il nostro transito
accettiamo il nostro transito.
tutto ci parla di transito:
dalle unghie che crescono, che vanno;
dai capelli che crescono e che vanno;
dalla pelle che continuamente si rigenera;
dalle cellule ossee che continuamente
si rigenerano.
dagli alberi che continuamente
vanno in quel letargo di morte
e si rigenerano.
da quel seme che
piccola punta di spillo è,
e man mano nel suo transito
diventa germoglio,
arbusto, albero, foglie, fiori,
frutti che a loro volta riportano all'origine
il transito dell'albero: lo riportano al seme.
tutto è transito.
affrontiamo quella paura del nostro transito,
ci troveremmo più preparati nel momento
del compimento di questo tempo.
nutriamoci di quella che è
la nostra vera verità.
nutriamoci di quella fede
che vede l'uomo percorrere il tempo
fermo e immobile,
nel suo apparente divenire.
nutriamo quella fede
cerchiamo quella fede
perché solo quella fede è certezza,
solo quella fede è pace
solo quella fede è eternità.
in quella fede tutti i nostri affetti
continuano ad essere.
in quella fede tutti i significati delle nostre fatiche
trovano risposta.
in quella fede tutti ci ritroviamo
senza differenza e discontinuità
in quell'esistere che è
nostra natura di spirito, d'amore.
di assoluto.
se la scintilla divina è dono,
la fede è conquista.
se la scintilla divina
in modo inconsapevole
ci porta alla fede,
la fede in modo consapevole
ci porta al riconoscimento
della nostra scintilla divina.
luce non è tenebra
e tenebra è dissolta da luce.
ma perché tenebra
possa essere dissolta da luce,
tenebra deve essere!
nella fede, o uomo,
non puoi pensare di non sentire l'angoscia,
di non sentire l'ansia,
di non sentire la paura.
ma nella fede tu puoi prendere da te
quell'angoscia, quell'ansia e quella paura,
e allontanarle da te.
la fede non ti esclude dalla prova della vita
ma la fede è mezzo per superare
la prova della vita.
amen