arde l'oblio
si spegne il ricordo.
è una frase enigmatica, forse,
per la razionalità logica
a cui l'uomo è abituato a portare
i suoi pensieri
le sue deduzioni
e la sua obiettiva coscienza.
arde l'oblio e si spegne il ricordo
non fa parte solo di una esplicita incarnazione
ma fa parte di tutte quelle incarnazioni
a cui è addivenuto lo spirito
nel suo esperire la fisicità.
arde l'oblio
perché l'oblio è causa prima
di una liberazione giusta di esperienze già vissute
che hanno portato il loro contributo
a quel sentire di coscienza
di cui lo spirito si avvale per esperire la fisicità.
arde l'oblio, guai se non ardesse l'oblio.
l'oblio continua ad ardere
perché continua ad essere necessaria l'oblianza.
ma nell'oblianza rimane vitale l'esperienza
di ciò che si è obliato.
quindi ecco il significato della parola
"arde l'oblio":
deve continuare a vibrare
deve continuare a fremere.
l'obliato è continua presenza
che dà segno di sè
nella sua vibrazione.
e "si spegne il ricordo":
il ricordo va spento, il ricordo si chiude.
il ricordo è fase temporanea di accadimenti
che vanno a portare il loro contributo
e poi necessitano di quella oblianza
che continua ad ardere.
perché tutto questo ragionamento filosofico
per dire che non ci ricordiamo nulla?
perché non ci dobbiamo ricordare nulla
se non reminescenze
allorquando siano rarissimamente necessarie
delle nostre incarnazioni passate.
più volte è stato detto
che poco importa la veste che indossavamo
in quell'epoca
in quella nazione
e in quella determinata specifica forma di uomo, di donna
di cui lo spirito si veste allorquando esperisce la terra:
forme, accadimenti, successi, sconfitte
fame, freddo, ricchezze, amori.
tutto è servito nel momento
in cui quel tempo era reale
in quel presente.
oggi il ricordo di quegli accadimenti,
anche se a volte può essere necessario
per risolvere problematiche attuali
per risolvere problematiche esistenziali
ancora collegate a traumi del passato
ancora oggi presenti a livello inconscio,
ma mai determinanti essi sono
anche se l'uomo vuole rivestirli
di una importanza determinante,
mai determinanti essi sono per la vita
per l'incarnazione del presente.
l'uomo brama conoscere
l'uomo tende a voler sempre più conoscere
sia in senso estensivo
che in senso approfondito,
sia in senso progresso
che regresso.
in questa sua brama di conoscenza
e di conoscere e di comprendere
chi sia mai lui, chi esso sia
sente la necessità di poter procedere
a quelle vite precedenti, anteriori
di cui il risultato lui vede nel suo presente.
sì, la regressione può veramente aiutare
ma sempre nella coscienza e consapevolezza
che non è "mai" determinante.
illusione è pensare
che regressione sia determinante
per sciogliere nodi karmici
per illuminare il buio karmico
per alleggerire quel peso karmico
che l'individuo,
nel momento in cui sente la necessità
di comprendere di più di se stesso
prova, cerca, indaga
non solo nel suo presente
e -non è immaginabile- nel futuro;
ma cerca, indaga
in quel passato che gli è più consono
come logica.
mentre nella realtà
il momento del passato
si equivale al momento del futuro,
ma per la logica dell'uomo che vede
in sequenza diveniente il prima seguito dal poi
per sua logica consona alla sua razionalità
l'uomo indaga nel passato.
importante è la regressione
per quegli individui che non contano di risolvere se stessi
da un'informazione data d'un momento di vita
storico per l'individuo ma ormai superato
che ha portato a quelle conseguenze di esperienza
che dovevano essere esperite in quel determinato momento.
illusione è pensare
che la regressione possa portare
ad una soluzione completa, totale delle problematiche
che l'individuo vive nel suo vero tempo
cioè il presente.
regressione necessita all'uomo allorquando
l'onda del bisogno bagna quella coscienza,
l'onda della psiche.
regressione necessita all'uomo
come informazione fra le tante
fra tutte quelle che l'uomo deve scorgere
scoprire, raccogliere, leggere
tutte le informazioni
che la vita dà continuamente
indefessamente
per poter dare all'uomo
la possibilità di una lettura sempre più vasta
sempre più completa di sè medesimo.
coloro i quali si apprestano ad una regressione
pensano di delegare a quell'accadimento
in sè straordinario del regredire
che non sempre si effettua,
raramente si effettua in modo reale,
ma anche quando si effettua in modo reale
è sempre sollievo temporaneo
e mai soluzione di problema
che necessita di una piena consapevolezza dell'uomo
affinché il proprio problema possa diventare cosa appianata.
nel tempo
se l'avvicinamento a viversi nella regressione
non è stato un evento equilibrato
con coscienza solo di informazione,
nel tempo
tutto ritorna ad essere come prima.
nessuno ci può togliere quel peso che è solo nostro
quel fardello che è tutto nostro
anche se momentaneamente siamo alleggeriti di quel fardello.
regressione diventa importante
diventa significativa, diventa operativa
nel momento in cui si comprende che è aiuto
che è partecipazione di comprensione
che è dono dato
alla volontà di ricerca dell'inidviduo
alla volontà di impegno dell'individuo.
mai tracimare
da quell'equilibrio di ragionevolezza
in cui l'individuo deve risolvere se stesso.
tutto ciò che riguarda la vita
che riguarda gli accadimenti vissuti
è pertinente al tempo, allo spazio
quindi alla dimensione della relatività.
quando si parla di regressione non si parla di spirito;
lo spirito è, non diviene;
e non è stato: è.
quindi, nel metterci di fronte al problema del tempo
nel suo virtuale scorrere
noi rimaniamo nella dimensione spazio-temporale
e in questa dimensione
noi stessi con noi stessi
avvalendoci del contributo di fratelli che vogliono aiutarci
ognuno con il suo dono,
ma solo noi stessi
pur avvalendoci di questi doni
che fratelli generosamente vogliono porgerci,
solo noi stessi potremmo risolvere noi stessi
e solo da noi stessi potremo spostarci
da uno stato di sofferenza ad uno stato di grazia.
regressione è speranza di alleggerirsi
di quelle tematiche dell'anima
che bloccate sono e non riescono ad espandersi
a darsi profumo e a ricevere profumo.
in buona fede l'uomo vuole aiutare l'uomo
ma anche in buona fede si sbaglia.
anche in buona fede c'è errore.
l'errore è sempre insito nella ragione umana
e nell'azione umana.
ma se buona fede sostiene colui che erra
l'errore verrà rivelato.
nel momento in cui si vede, si riconosce la propria parte di errore
si è già in quella misura
per comprendere cosa serve a noi stessi e alla vita
per errare in minor misura.
colui che procede nella sua ricerca a largo raggio
e in questa ricerca pone anche l'esperienza regressiva
fa buona cosa perché comprenderà
con l'esperienza data e ricevuta
che solo lui, esclusivamente lui
è stato è e sarà l'artefice del suo cammino di conoscenza.
coloro i quali invece si avvicinano all'esperienza regressiva
per mancata volontà di impegno, per causata curiosità
emozione, turbamento, suggestione riceveranno
ma vuoto sarà il loro sepolcro.
sepolcro è quel contenitore
di pietra o di terra
che raccoglie le spoglie
di una esperienza incarnativa.
"vuoto sarà il loro sepolcro"
significa che poco ritroveranno in quelle loro curiosità
emozioni e suggestioni solo del momento presente
poco troveranno di quella esperienza incarnativa
a cui si rivolgono con le loro curiosità
con le loro eccitazioni
con le loro suggestioni.
e allora tutto è negativo
in quello che l'uomo si pone a fare?
no, tutto è estremamente conoscitivo.
l'essenziale è porgersi in una maniera giusta, logica, critica
di fede e di diffidenza al contempo
nei confronti di tutto ciò che l'uomo può e deve esperire.
tutto è conoscenza e tutto procede per esclusione
solo quello che vien salvo dall'esclusione è verità di fatto.
ma per scoprire la verità di fatto
tanta altra verità che apparentemente si manifesta
o si presenta come tale e si vive come tale
deve essere esperita per poi (essere) superata
perché conosciuta solo come mezzo per giungere alla verità di fatto
e non come verità di fatto.
ogni attimo, ogni esperienza anche la più insignificante
è estremamente importante
estremamente necessaria
come sempre diciamo all'uomo che quella esperienza vive.
la ricerca, la ricerca..
la ricerca è santa cosa.
l'importante è non imbrattarsi nella ricerca
non impregnarsi in quella sola ricerca:
di non rimanere invischiato, imprigionato
in quella sola ricerca.
tocchiamo le esperienze, viviamole:
da quel fiore prendiamo il nettare
prendiamo il profumo
emozioniamoci con il colore
emozioniamoci con la bellezza di quel fiore,
quindi con la esperienza di quella ricerca che stiamo portando avanti
ma nella consapevolezza
che anch'essa è solo piccolo segmento portatore
e non parte definita e definitiva del nostro esistere.
ecco come arde l'oblio
e si spegne il ricordo.
l'oblio per continuare ad essere
deve ardere senza bruciarsi, senza divenire cenere
e il ricordo per fare sì che l'oblio continui ad ardere
deve spegnersi.
è così tanta l'energia che tu, uomo
devi mettere nell'attimo del tuo vero tempo che è il presente
è così tanta l'energia, l'intelligenza
la creatività, la volontà, l'azione
l'impegno, l'attenzione
che devi mettere nel tuo attimo di verità presente,
che deleterio sarebbe togliere l'energia
del tuo momento presente o nel tuo momento presente
per porgerla in un ricordo che ormai
altro non è quello che voi chiamate "fantasma".
quindi cosa si evince da questo appassionato dibattito
della vita nei confronti della vita
del presente nei confronti del passato
e del passato nei confronti del futuro?
tutto è presente, tutto è unificato
nell'attimo che tu vivi ora, qui.
e i tuoi dolori, i tuoi duri momenti, le tue chiusure
non possono essere aperte quelle chiusure
da accadimenti del passato, perché fantasmi sono
e la tua chiusura di oggi è concreta, forte, potente realtà.
le tue sofferenze di oggi possono trovare ragione
"solo" nel momento che vivi "ora":
le tue tribolazioni debbono trovare
spiegazione, chiarimento, fiducia, ora.
non dal passato giungerà la fede che ti può sostenere ora.
vedersi non circoscritti in un arco di tempo
che esclude da sè qualsiasi altro tempo;
vedersi insieme
come tutti insieme respiriamo quest'aria che è data per tutti;
vedersi insieme
come tutti beviamo quest'acqua che è data per tutti;
vedersi insieme
in questa luce che è data per tutti
questo è il grande sforzo
questo è il grande superamento:
vedersi insieme.
in questo insieme
vedere anche il tempo che si cancella.
non c'è una traiettoria che deriva "da" verso "a"
è tutto ora.
anche se la tua coscienza vive il tutto nell' "ora"
la tua consapevolezza è nel limite dell' "ora".
ma se la tua intuizione nutrita dalla fede
riesce a percepire l'attimo della coscienza nel tutto
anche la consapevolezza del momento riceverà pace.
amen.