la musica che tu ascolti,
la musica che gli uomini ascoltano,
la musica che viene ascoltata
in tutti i luoghi, in tutti i tempi,
tu pensi forse che sia data
da un unico spirito?
tu pensi forse che sia il risultato
dell'intelligenza, della ispirazione
di un'unica intelligenza
di un unico sentimento
di un'unica sensibilità?
la musica che ognuno ascolta
la musica che tutti ascoltano
la musica sovrana di gioia
di dolore, di emozione,
la musica sovrana di canto
di pianto, di addio, di elevazione,
la musica sovrana di vita
di sensazione, di spiritualità,
la musica data dall'organo, dal vento,
la musica data dalla foglia
la musica data dalla voce
la musica data dallo strumento
che l'uomo ha voluto, ha saputo creare.
la musica è dono universale.
la musica non appartiene solo all'umanità.
la musica è vera armonia dei mondi
la musica è vera armonia dei cosmi
la musica è vero vibrare dello spirito
la musica è vero riso dell'anima
la musica è vero pianto dell'anima.
la musica è quell'onda che prende
che suscita, che consola.
la musica è quell'onda
che parla agli animi più torbidi
che parla agli animi più luminosi
che parla all'uomo più rude
che parla all'uomo più evoluto.
la musica diventa singhiozzo
quando deriva dallo struggimento
e quando ricopre uno struggimento.
la musica si affianca alla vita dell'uomo
come dono, come leggerezza
come gioia, come risveglio
come turbamento.
cosa sarebbe la vita senza la musica?
sarebbe come il pianeta senza sole.
la musica
che un uomo riesce a sentire
che un uomo riesce a definire
che un uomo riesce a concepire,
frutto non è della sua sola sembianza.
quell'uomo antenna è dell'armonia
in cui tutto l'universo è immerso.
è come se con il suo spirito cogliesse,
prendesse doni per porgere a chi quelle mani
non ha adatte per raccogliere doni
ma a chi animo ha adatto a ricevere doni.
non c'è solo la musica del suono
c'è anche la musica del silenzio.
non c'è solo la musica del vento
c'è anche la musica delle notti stellate
c'è anche la musica di quello sguardo
che si eleva al di là dell'orizzonte.
c'è anche la musica di quello sguardo
che trafigge le tenebre
che va oltre gli spazi siderali.
c'è anche la musica di colui che
mente oppone ad ignoranza,
c'è la musica di colui che
sentimento oppone a durezza,
c'è anche la musica di colui che
gentilezza propone a sgarbo.
c'è la musica del corpo
c'è la musica della danza
c'è la musica dell'innocenza
c'è la musica drammatica della colpevolezza
c'è la musica dell'assoluzione
c'è la musica della responsabilità
c'è la musica della omissione.
tutto è musica.
ecco perché l'uomo
per ogni istante che vive
nel suo sentire del suo sentire
trova affinità, trova riscontro
trova appagamento, trova consolazione
in quel verso, in quell'armonia
che maggiormente in quel momento gli si addice.
anima arida è quell'anima che non sente la musica.
musica canta nel cuore
musica canta nell'area.
l'uomo abituato è
a percorrersi nel suo dolore,
l'uomo attento è
a percorrersi nel suo dolore,
mai dimentica se stesso
in tutte le parti della sua sofferenza,
mai distratto si pone dalla sua sofferenza.
molto l'uomo deve ricollegarsi
a tutto ciò che è armonia universale
ove equilibrio di masse, di forme, di luci
di ombre, di suoni e di silenzi
si propagano incessantemente
indefessamente
per l'esistere e dare forma all'esistere.
l'uomo, fintantoché non troverà
progresso di equilibrio
di collegamento in armonia
fra il suo essere in positivo
e il suo essere in negativo,
troppa sofferenza, molta sofferenza
da se stesso si procura.
non distraiamoci dalle nostre gioie
non distraiamoci, non dimentichiamole
non perdiamole le nostre gioie
manteniamole nel cuore, negli occhi
nel sangue, nel pulsare del cuore
nella mente, nella voce e nella parola,
le nostre gioie.
manteniamo presenti
i raggiungimenti delle nostre fatiche,
non sottovalutiamo
i risultati delle nostre fatiche,
vediamoli lì come pilastri
a sostegno delle nostre mancanze
delle nostre depressioni, delle nostre tristezze.
non dobbiamo essere presenti
solo alle nostre sofferenze.
mai il cammino dell'uomo
è dato da un solo polo.
mai il cammino dell'uomo
anche in senso figurato
può essere dato da un solo piede.
quindi tu uomo
che ti senti sopraffatto dalle tue pene,
tu uomo
che ti senti sopraffatto dalle tue malinconie
apri il tuo sguardo
apri finalmente il tuo cuore
a tutto ciò che di immenso ti illumina
risvegliati a quel suono
risvegliati a quella musica
che tanto cara ti appare solo e allorquando
un piccolo strumento agisce ed è attivato.
tu dunque sei forse meno prezioso
meno importante, meno duttile
meno capace di quel piccolo strumento
che appena toccato
appena premuto
appena attivato
tanta consolazione può darti e ti dona?
tu uomo
ancora non hai scoperto
quale prezioso strumento tu possa essere
di ricezione dell'armonia cosmica?
tu sei strumento
in immissione e in emissione.
agisci, adoperati, ricevi, elargisci
ma non solo tenebra,
non solo sofferenza,
ma anche divinità.
agisci, ricevi, elargisci
anche quel senso unico
quel senso complesso
di quel sentire tutto che appare in te,
ma di tutti è.
quel sentire nuovo
quel sentire di risveglio
quel sentire di stupore
quel sentire di meraviglia nella discoperta
di ciò che è quell'attimo di vita
che ti vede protagonista.
come puoi non abituarti alla sofferenza
che parte è della vita?
come puoi invece abituarti alla vita
senza più accorgerti
di quale meraviglia meravigliosa
di quale stupore incantato è questa vita?
come puoi renderti conto solo del male?
come puoi renderti conto solo del dolore?
come puoi essere così piccolo, miope
stretto, sordo, mutilo
di quella universalità che invece ti appartiene?
come puoi dimenticare l'immenso del tuo sentire
come puoi dimenticare l'essere che è in te
e che ti dona l'esistenza?
come puoi circoscriverti
solo in quei piccoli passi, in quel piccolo corpo
che anche se doloroso, tanto ti dona
di prova, di consapevolezza, di sostegno
tanto ti dona di esperienza
ma non può egli stesso
essere il tutto del tuo esistere.
come puoi ridurti a vederti
solo in quel passo di quel breve piede
che importante è, ma limitato è
nei confronti del tuo esistere tutto?
guardiamoci in senso globale
osserviamoci in senso totale.
non addiveniamo solo ed esclusivamente
ad un convincimento superficiale
fisico, di umore di stato d'essere
anche se di pacato stato d'essere.
non addiveniamo al convincimento
che il nostro essere sia solo ed esclusivamente
in questo pacato sentirsi d'essere:
quando dolore non appare
quando sofferenza non si presenta
quando disgrazia non tocca la tua sponda.
ma che tu possa essere e vivere
nella pacatezza del sentimento,
che tu possa essere e vivere
nel dramma e nella sofferenza del dolore,
mai sei solo e circoscritto
solo in quell'ambito in cui tu credi di essere
solo ed esclusivamente confinato.
tu sei quel punto
in quella traiettoria
dove altri punti si intersecano
dove altre traiettorie si intrecciano.
tu sei quel punto
in quel vibrare cosmico di vita
di esistenza tutta.
comprenditi o uomo
comprenditi ed esulta
del dono dell'esistenza.
quanto piccola è ogni sofferenza
anche se appare immensa
per le tue piccole e ossute spalle.
quanto piccola è ogni sofferenza
nei confronti di quella luce che, tua,
ti attende.
quanto grande è tutta la tua esistenza
anche se partecipe non sei in toto
della grandezza della tua esistenza:
ecco dove la fede porta sollievo
ecco dove la fede è leva di sollevamento
ecco dove la fede ristora le stanche membra
ecco dove la fede dà riposo alla logorata mente
ecco dove la fede dà pace al logorato corpo
ecco dove la fede mantiene risorto
e mai sopito dal suo risorgere, lo spirito.
il cammino dell'uomo altro non è,
come sempre diciamo, (che) il suo percorso
per una sempre più compiuta comprensione.
il cammino dell'uomo porta
sempre ed esclusivamente
ad una più completa comprensione.
il cammino dell'uomo non è per pochi
non è per molti, non è per tanti
ma è per tutti.
ma ognuno ha il suo passo
ognuno riveste la sua parte
ognuno ricopre il suo peso e la sua fatica
ognuno sostiene la sua responsabilità
ognuno compie la sua scelta
ognuno porta il suo zaino, il suo peso,
la sua gavetta.
ognuno è copartecipe
del suo percorso in evoluzione
ognuno è chiamato
a portare il proprio contributo
in quello che è il suo specifico addivenire
in gerarchia spirituale
altra da gerarchia di terra.
gerarchia spirituale è evoluzione di coscienza.
gerarchia spirituale è fusione sempre maggiore
fra i sentire che addivengono.
gerarchia spirituale non vede separazione
non vede autorità, non vede comando
non vede potere
se non quel potere dell'amore
che di per sè lega, di per sè unifica
di per sè dà comunione
di per sè dà consolazione.
ogni uomo è in questo incanto.
noi* veniamo per essere quella luce
che segna la via in quella tenebra,
che la tensione del mondo
che gli egoismi del mondo
che il dolore del mondo,
porta a oppressione, a detrimento
della pace e della fratellanza.
(* entità spirituali disincarnate)
noi siamo una luce.
noi siamo quella piccola luce
che fende le tenebre.
e tu, uomo di buona volontà
che vedi quella luce
procedi verso quell'orizzonte
verso quel punto di fiammella
che vibra, che riscalda
procedi senza badare
ai rovi che i tuoi piedi incontrano
al sangue che i tuoi piedi perdono
non badare alle zolle, non badare ai dirupi
non badare a roccia tagliente
ma procedi, avvicinati
segui quella fiammella, segui quella luce
che è data dal nostro insegnamento;
abbi fede che quella luce
non ti porterà in un abisso di perdizione.
abbi fede, perché quella luce
è traccia di quella verità tua
di quella verità tutta
di quella verità onnipresente
che a tutti appartiene
e che attende di essere posseduta.
amici, fratelli, figli, sorelle
tutto siamo tutti
nulla è separato.
l'intelligenza dell'uomo che crea meraviglie
è fulcro dell'intelligenza di tutti.
la musica dell'uomo
che crea meraviglie
è fulcro dell'armonia di tutti
e il pianto dell'uomo è pianto di tutti.
la gioia, la esaltazione nella bellezza
nella speranza, nella fede
è traguardo di tutti.
il nostro compito è
di vivere in positivo anche il dolore.
il nostro compito è
di vedere in positivo la fatica.
il nostro compito è di non perderci
in quella piccola traccia,
che sembra tutta la nostra vita
ma che solo piccola traccia è
e grande traccia è di questo corpo,
che lascia il suo segno
man mano che si consuma
in questo cammino della sua incarnazione.
grande traccia è
se piccola per noi diventa.
piccola e insignificante traccia è
se per noi unica e assoluta rimane.
come possiamo pensare di essere separati
se l'armonia di un suono
se la bellezza di una musica
di oggi di ieri di domani
può far vibrare tanti cuori
così diversi nel loro procedere
in così tanti diversi corpi
in così tante diverse circostanze di vita:
ma ugualmente fremono,
vibrano al suono di quell'armonia.
uomo
vedi, guarda, osserva
scopri oltre la forma
oltre lo spazio
oltre il tempo
là
tu sei.