natale di sangue e non natale d'amore.
cosa significa per l'uomo di oggi
la ricorrenza della festività natalizia?
non esiste una festività
nella ricorrenza astronomica del tempo
riconosciuta a livello globale
come la festività del santo natale.
se oggi noi chiedessimo
in un incontro casuale e fortuito
per le vie di una città
per le vie di un paese
in un vagone di un treno
in una piazza affollata
in un centro di conferenze
in un qualsiasi altro luogo
ove l'uomo si riunisce,
ove l'uomo si ritrova
volontariamente o involontariamente insieme
per procedere in una esperienza di vita,
ebbene se noi chiedessimo a caso
a qualcuno di coloro che insieme sono,
insieme stanno,
cosa significhi in effetti e in verità di coscienza
la festività del santo natale,
ebbene non ci sarebbe una persona,
non ci sarebbe un individuo,
che potrebbe e saprebbe rispondere
in quel significato che nei secoli passati
il natale ha avuto in forme diverse
in riti diversi nelle varie popolazioni
nei vari popoli antichi
che hanno ricoperte aree diverse del pianeta terra.
anche nell'america latina,
dall'altra parte del pianeta di dove ora tu sei,
si celebrava la festività del natale;
nel senso che si riconosceva
a quella forza che agisce
sul mondo e sulle cose,
si riconosceva e si conosceva
il suo valore di poter gestire
dare, donare o togliere la vita
e sostentamento della vita
all'uomo.
il sole che man mano declina all'orizzonte
il sole che man mano perde la sua forza di calore,
la sua estensione di luce,
il sole che sembra non voler più rimanere
alto nella volta celeste,
il sole che sembra voler abbandonare
l'uomo al grigiore della notte
ecco l'attenzione dell'uomo
con il suo sguardo volto verso le forze celesti
dalle quali l'uomo sentiva di dover dipendere
per la sua sopravvivenza;
e quale gioia e quale gaudio
nel vedere ritornare man mano il sole
rinascere, rialzarsi, rielevarsi
dal suo eclissamento.
ecco la festività del natale
sentita in un modo non pagano
ma veramente sacro
dei popoli della terra
che osservavano le forze della natura
che si sentivano parte di questo armonioso disegno
realizzato in una sinergia continuativa
con ogni elemento della natura.
questi popoli si sentivano parte,
parte integrante,
di tutto quello che è vita
e manifestazione di vita
riconoscevano i collegamenti
riconoscevano le complementarietà
riconoscevano le sussistenze
nel rispetto delle varie forme di energie
elargite dalla realtà cosmica.
poi l'uomo,
l'uomo che man mano è avanzato
in quello che è il suo processo tecnologico,
l'uomo
che man mano si è sentito invece
sovrano della natura, calpestandola
usandola ed abusandola
per se stesso medesimo,
l'uomo
non vive più nella sacralità dell'attenzione
delle cose che gli donano la vita.
l'uomo vive nell'abuso
nello sfruttamento delle cose
e delle realtà della natura
che gli donano la vita.
l'uomo di oggi intende il natale come ricordo
di un rito avvenuto in quel lontano secolo
in cui quell'anima candida chiamata francesco
ha voluto rendere omaggio a quel maestro
chiamato Gesù
riportandolo nell'accadimento metaforico
della notte dei tempi
intesa come notte astronomica,
in salvazione con la luce e dalla luce
del grande maestro Cristo.
in armonia con la natura di quella umile anima
è benvenuta la metafora della notte dei tempi
con la notte dello spirito
e della luce della conoscenza
del perdono e dell'amore
con la luce riconquistata
del sole risorgente.
ma nel tempo il rito metaforico
ha assunto un significato improprio.
nel tempo l'uomo
ha rivestito di superstizione
ciò che in sua natura
e in sua radice è sacralità.
tutto viene trasformato
in funzione di avere
in funzione di interesse
in funzione di commercio
in funzione di luccichìo
delle cose del mondo
che distraggono dall'essenza di luce
delle cose dello spirito.
natale di genti che con parole facili
danno l'augurio del bene
danno l'augurio dell'amore
danno l'augurio della pace.
sembra che con il dato del verbo
si possa pagare e riscattare
il non dato dell'esistere.
sembra che con il sorriso di un giorno
si possa ripagare e riscattare
il non amore del tempo.
sembra che con la musica
il suono il frastuono i doni
le carte luccicanti
le voci piene di entusiasmo dei bambini
la noia dei grandi,
per un qualcosa di dovuto a questa data
ma già in stanchezza nella loro vita,
ebbene sembra che in quel giorno
in cui tanti sentimenti si confondono,
in quel giorno ci si possa riscattare
dalla indifferenza, dalla chiusura
dal rifiuto dell'impegno vero
semplice, minimo ma profondo,
verso l'altro.
se noi azzerassimo
ogni luccichìo commerciale,
se noi azzerassimo ogni desiderio fisico,
se noi azzerassimo ogni tutela di proprietà,
ben poco rimarrebbe di quel "sacro" originario
non solo del frate francesco
ma anche dei popoli antichi,
di quei popoli antichissimi,
ben poco rimarrebbe di quel sacro
nel nostro presente e nel nostro giorno
della festività del cosiddetto santo natale.
anche le chiese si avvalgono dell'equivoco
anche le chiese cavalcano la superstizione
anche le chiese distraggono l'uomo
dalla vera sacralità
non solo del giorno del solstizio d'inverno
ma dalla vera sacralità di ogni giorno
ove il sole sembra continuamente eclissarsi
ove il sole, come metafora di luce
di comprensione della vita,
sembra non più risanarsi
non più rielevarsi
ma solo eclissarsi.
oggi vediamo guerre
e in questi eserciti che si contrappongono
che si confrontano
sentiamo il richiamo loro verso un dio di guerra
che deve sostenere, che deve portare la vittoria
ai relativi eserciti.
oggi si combatte in nome di una pace
che vuole essere portata, donata alla umanità.
oggi si combatte
si uccide
si tortura
non solo fisicamente
ma anche psicologicamente
ma anche moralmente
con l'alibi di portare pace
di portare sovranità
di portare giustizia in quelle terre
che sovranità conoscono sì,
ma solo dell'oppositore.
che giustizia conoscono sì,
ma solo di colui che vuole sopraffare.
che pace conoscono sì,
ma solo quella della morte.
esistono battaglie belliche
esistono battaglie economiche
esistono battaglie individuali
tutti vogliono vincere
tutti vogliono avere
tutti vogliono sopraffare.
sembra che nel pianeta
esista solo la realtà della guerra
guerra di popoli
guerra di individui
guerra di potere
guerre politiche
guerre familiari.
ma allora è tutto perduto
di ciò che con tanto amore
viene detto e viene dato all'uomo
in concessione di sostegno
in concessione di conoscenza
in concessione di comprensione
da Dio all'uomo?
tutto sembra perduto,
ma tutto è veramente perduto?
tutto sembra nel caos,
ma tutto è veramente nel caos?
gli occhi del corpo
la mente, il cuore
rimangono stretti e sbigottiti
nel sentire le notizie
che da ogni parte del mondo giungono.
gli occhi del cuore
i pensieri della mente
sentono che nella forza immane di turbolenza
di tempesta che travolge l'umanità,
il pensiero della mente e gli occhi del cuore
vedono anche luce di salvezza.
luce di salvezza
che non deriva da moltitudine
che non deriva da un potere acquisito:
luce di salvezza che deriva dalla riflessione
dalla introspezione dell'individuo in se stesso
affinché possa accogliere come conoscenza
ogni accadimento
di cui lui è spettatore o protagonista.
l'uomo è chiamato a conoscere
l'uomo è chiamato a vedere
cose che in altre epoche non si sono conosciute.
l'uomo è chiamato a ricevere
un insegnamento duro
un insegnamento forte
un insegnamento di componenze terrene
per potersi scardinare dall'interesse terreno
ed evolversi verso la liberazione
della sua coscienza.
essere libero in coscienza
non significa
essere disimpegnati.
essere liberi in coscienza
non significa demotivarsi.
essere liberi in coscienza
vede l'uomo libero, attivo.
vede l'uomo libero nella speranza
vede l'uomo libero nella fede
vede l'uomo libero impegnato
vede l'uomo libero vivere intensamente
il suo tempo inteso come epoca
ed inteso anche come quotidianità.
ogni voce, ogni parola
ogni movimento, ogni refolo di vento
ha un significato che va oltre all'apparire.
mai ci stancheremo di dire
di guardare, di vedere
oltre ogni apparente manifestazione.
duro è vedere
oltre ogni apparente manifestazione
ma molto più duro è non vedere
ogni oltre apparente manifestazione.
il duro della visione
è dato dalla rivelazione
che nulla può distoglierci
da quello che è il nostro cammino conoscitivo.
non esistono preghiere vacue
non esistono candele accese
non esistono novene
che possano alleviarci da quelle pene
che sono solo ed esclusivamente
il nostro cammino conoscitivo.
in questa forma di osservare
e conoscere oltre l'apparente,
dobbiamo apprestarci
ad essere protagonisti e ad essere spettatori
di questo "carnevale" del mondo
definito "santo natale".