come l'uomo può vedere attraverso i suoi occhi
e non vedere mai i suoi occhi stessi
se non riflessi da superficie riflettente
così l'uomo sente attraverso il suo spirito
ma non potrà mai sentire
lo spirito sè medesimo
senza un riflesso in superficie non riflettente
ma assorbente.
l'occhio in sè
è mezzo di visione.
l'occhio in sè
elimina l'osservazione di sè medesimo.
lo spirito è mezzo dell'esistere
lo spirito è esistenza dell'esistere
che non può mai ripiegarsi
su se stessa
che può solo essere
esclusivamente in totalità
in comunione con tutto l'esistere.
ecco perché
seppur similitudine può esserci
fra l'organo della vista
che ti espone e si espone
alla verità manifesta
similitudine
fra l'occhio e il sentire di spirito
che l'uno è mezzo della visione e del veduto
l'altro è essere
del sentire e del sentito
ma l'uno è solo mezzo
l'altro è il tutto.
come il mezzo
non può ripiegarsi su se stesso
così il tutto non può separarsi
estrapolarsi dall'insieme del tutto
per definire se stesso in un profilo
limitato e limitante
mentre per sua natura è insieme
è esistenza
è comunione e mai separazione.
è stato tratto l'occhio come paradigma
perché tramite l'occhio
l'uomo può anche dimenticare se stesso
e sentirsi unito a quel tutto
sia di immaginato che di osservato
che tramite l'occhio può abbracciare.
l'uomo tramite l'occhio
dalla sua interiorità
si trasporta in quella esteriorità
che seppur separata
gli appartiene.
ecco perché l'occhio
è similitudine
è modello a quello che
in maniera più elevata
in modo indefinito perché indefinibile
è la sua natura per la ragione umana
ecco perché lo spirito
per poter essere pensato
riflettuto e in parte compreso
abbisogna della similitudine
di ciò che tramite l'occhio
può essere visto
e può essere unificato.
lo spirito
in sua natura e per sua natura
vede la separazione
ma non vive la separazione.
lo spirito
in sua natura e per sua natura
sente l'individualità
ma vive la comunione.
lo spirito tracima da quel calice di sofferenza
di emozioni, di gioie, di conflittualità
di programmazione, di politiche organizzate
di accadimenti in sequenza
che vita di terra riempie
che vita di terra sostanzia
che vita di terra esprime.
lo spirito tracima da quel calice
per poter inglobare il tutto
nel processo di sublimazione
nel processo di elevazione
nel processo di crescita, anche se apparente
nel processo di divenire, anche se apparente
nel processo di ulteriore affermazione e comprensione
anche se apparente
che vita di terra necessita
che vita di terra richiede
che vita di terra esige
per poter in se stessa imprimere ed esprimere
la luce dello spirito.
s'è detto di iniziare
da poco e da vicino
s'è detto di iniziare in umiltà
in semplicità, in limitazione di osservazione
di affetto, di sentimento, di comportamento.
come non esiste l'alto
come non esiste il basso
in quello che è l'universo osservabile
così non esiste il poco
così non esiste il molto
in quello che è significato
e significazione di vita
nell'essere dello spirito.
poco importa la quantità
poco importa la moltitudine
poco importa la complessità
dei minuti e del tempo e delle cose.
ma tutto vale
la qualità dell'attimo
il significato dell'attimo.
da poco e da vicino
incominciando da se stessi.
da poco e da vicino
non significa guardare
osservare, smarrirsi
in quello che è il transito degli altri.
da poco e da vicino
significa iniziare dal proprio cuore
e dalla propria mente.
ti vedi tu come sei?
ti senti tu come sei?
ti accetti tu come sei?
il fatto che si dice e si è detto
di osservarvi e di osservarci come siamo
e di accettare questo nostro essere
senza interferenza esterna
ma solo con attenzione
senza giudizio, senza condanna
ma solo lettura e accettazione,
sembra incoerenza
con il principio di modificazione
con il principio di correzione
con il principio di rinnovamento.
come può accadere rinnovamento
con l'accettazione di uno stato di fatto
che giusto non è?
come può essere coerente
questo principio degli opposti?
la coerenza che vige nello spirito
non è coerenza di mente.
la coerenza che vige nello spirito
va oltre la coerenza
che vige nel comportamento
delle cose di terra.
coerenza di spirito non taglia
non butta, non strappa
ciò che deve essere corretto.
coerenza di spirito
mantiene ciò che deve essere corretto.
non ripudia ciò che deve essere corretto
non espropria, non spersonalizza
ciò che nell'individuo deve essere corretto.
coerenza di spirito
ci induce all'osservazione
e all'accettazione
di ciò che deve essere corretto
perché tramite il riconoscimento
tramite la rivelazione
correzione avviene naturalmente.
naturalmente avviene la modifica
di ciò che vedo
obiettivamente come male
naturalmente avviene la modifica
verso il bene
di ciò che io riesco a vedere
con lealtà, senza condanna
senza giudizio ma senza giustificazione
tutto ciò che in me
si rivela come male.
lo spirito
che si esprime nel riflesso di se stesso
tramite la coniugazione di un tu
di un io, di un egli, di un noi
di un voi, di un essi
non può che immedesimarsi in ogni persona
di cui procede nel coniugato.
lo spirito è
in quanto riflesso di quella scintilla divina
che unificata è a tutte le scintille divine
donate da Dio come esistenza.
questi pensieri, queste riflessioni
questo insegnamento
non possono essere dati con facilità
a molti di voi che
pur nella buona volontà
desiderano l'insegnamento.
astrazione
per essere vissuta
abbisogna di solida materia
solida praticità
solida concretezza.
astrazione
rivelata come principio di pensiero
come principio di realtà
non verificabile dalla razionalità umana
abbisogna per suo equilibrio
di forte concretezza
di forte materialità
di forte disciplina nella materialità
e di forte impegno in terra.
pericoloso è dare un insegnamento
che astrae dalle fatiche
che astrae dalle competenze del quotidiano
dell'attimo dopo attimo
di ciò che appare insignificante
di ciò che appare umile
di ciò che appare semplice.
pericoloso è
per colui che fermo non è
nella sua disciplina del quotidiano
per colui che ferma non vede
quella ancora in quella terra
dove esperire deve
peso, fatica, riluttanza.
quell'ancora ben ferma dev'essere
sugli accadimenti della risposta al quotidiano
per poter reggere il collegamento
con quella nave che veleggia
su acque di terra
ma verso cielo di spirito.
queste riflessioni
giungono dopo il conflitto
che viene sentito da alcuni di voi
fra la propria anima e il proprio spirito.
quando si giunge a comprendere
la differenza seppur unificata,
unificata nell'esistenza
ma differenza nel procedere di vita,
fra la realtà di anima
e la realtà di spirito
e sentire la conflittualità
che ti porta la fatica di terra
nei confronti di quel bisogno assoluto
di libertà e di pace dello spirito
quando si arriva a contemplare
questa dualità nella unificazione
si arriva a comprendere e a sentire
che la parte di te, che in procella è di terra,
attende la calma.
attende quella pace,
che gli è propria
da cui deriva,
dello spirito.
procella di terra
bella è anche procella di terra.
non solo disintegrazione
non solo appannaggio di dolore
ma, per chi sa sentire
la sua verità nello spirito
per chi sa sentire
la sua comunione nello spirito,
anche procella di terra
riserva gioie, profumi, incanti
e non solo tribolazioni.
l'insegnamento che arriva
appare generale
appare nel generico.
ma imparare dovete
tramite ciò che sembra generale
tramite ciò che sembra generico.
imparate: vedete il vostro specifico
nell'insieme di tutti.
imparate e vedete e sentite
il vostro particolare
nell'insieme del tutto.
sempre siete esortati ad essere
un punto di emissione
e ad essere nel contempo
un punto ricevente.
il punto ricevente
non può identificarsi
in se stesso medesimo
perché riceve
tutto ciò che arriva a lui
come irraggiamento.
il punto ricevente
non è più punto singolo
ma è punto che realizza
la pluralità di quell'irraggiamento
che riceve e che contiene.
il punto ricevente
diventa a sua volta
punto trasmittente.
arricchito da quella energia che ha ricevuto
il punto ricevente diventa
forza emanante e pulsante
di emissione.
come può un punto ricevente,
che per natura e logica
si trasforma in un punto emittente,
essere un punto chiuso?
l'uomo è punto ricevente
che per sua logica e legge
diventa punto emittente.
come può l'uomo quindi
chiudere nel suo raggio
limitare in un confine improprio
ciò che è il pulsare dell'esistere?
come può,
se non a discapito del suo equilibrio
a discapito della sua pace
a discapito della sua serenità,
come può egli
a discapito della sua comprensione
chiudere ciò che
per sua legge e natura
è punto aperto
di ricezione e di emissione?
nulla può essere
contenuto e chiuso
nel sentire dell'uomo.
come nulla può essere ritenuto
così nulla può essere rifiutato
da ciò che nell'esistere tutto
esiste.
impossibile difendersi
impossibile ritirarsi
impossibile rifiutare la continuità del tutto.
come una riga
è formata da infiniti punti
così vicini fra loro
che soluzione di continuità
non si avverte
non si vede
non si rivela
così ogni punto di sentire
che è punto di individualità realizzata
formata da altri punti relativi alla individualità:
non possono
non debbono
non escludono
non si escludono
da quella unione
da quella fissità in movimento
che da punto diventa linea.
un punto non può ribellarsi
alla logica della linea
se linea è.
a nulla valgono le parole
se ascoltate non sono.
a nulla vale l'insegnamento
anche se insegnamento superiore è
se non scende in quel sentire del vostro cuore
che alimenta volontà
che alimenta azione
che procede a comprensione.
fate in modo
che ciò che viene dato
venga raccolto.
fate in modo
che ciò che viene dato
non venga disperso.
fate in modo
che ciò che viene dato
anche se difficile appare
possa portare quei germogli
possa portare quei fiori
possa portare quei frutti
possa portare quel seme di rigenerazione
per ognuno
e per tutti.
amen