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sulla rivincita della vita

la rivincita della vita non è nelle grandi cose.
non si esprime nelle grandi opere
non si esprime nelle grandi azioni.
la rivincita della vita
nei confronti delle molteplici difficoltà
di tutti gli ostacoli che attimo dopo attimo
cadono a pioggia sulla vita quotidiana dell'uomo;
la rivincita della vita, su queste difficoltà, su questi ostacoli
è nelle piccole cose.
non è perseguendo un successo eclatante
non è perseguendo una vanità mondana
non è perseguendo una ambizione realizzata o da realizzare
che si manifesta, che si verifica
che si esercita la rivincita della vita.
la rivincita della vita
è in quel rinnovamento silenzioso
furtivo, luminoso, accelerato;
in quel rinnovamento continuativo delle tue cellule.
la rivincita della vita
è in quell'attimo di riposo
che riesci a prendere fra tanto lavoro
fra tanto fare, fra tanto gestire.
la rivincita della vita
è carpire un attimo di silenzio
mentre mille esigenze di terra ti chiamano
ti bussano, ti tirano, ti trascinano nel loro esigere.
e tu riesci a cogliere
a vivere quell'attimo di silenzio
che è rivincita della vita.
la rivincita della vita
non è, per tutti gli esseri umani, uguale:
ad ognuno la sua portata.
ogni uomo sulla terra
in tutte le epoche passate presenti e future
ha una sua realtà unica
ha una sua verità unica
ove la vita si manifesta nella peculiarità di quell'individuo
di quel momento, di quella realtà.
quindi la rivincita della vita è
per ognuno di voi uomini
esseri umani di oggi e di sempre
è unica.
per ognuno di voi mai ripetibile
similiante ma mai ripetibile.
mai uguale
perché mai uguali sono gli istanti del tempo virtuale che l'uomo vive.
mai uguali
sono gli istanti della stessa verità di quell'individuo
che tale verità vive.
ogni vita umana è un rinnovamento continuo
è un fluire continuo di nuovo sentire
di nuovo dire
di sentimenti, di speranze, di amarezze
di gioie, di delusioni, di forze, di debolezze.
mai nessun momento
mai nessun attimo
è uguale al precedente
e sarà uguale al seguente.
quindi la rivincita della vita
si assoggetterà alla peculiarità
alla singolarità dell'individuo
e alla singolarità degli attimi dell'individuo.
sempre diciamo che ogni attimo è unico.
mai impoverirsi, mai adombrarsi
mai rattristarsi nel pensare, nel vivere
nel cercare di osare la ripetitività degli attimi che vivete.
nulla è ripetitivo.
si dice di avere occhi di fanciullo, sempre:
l'occhio del fanciullo è sempre rapito dalla novità.
per lui ogni volo di farfalla è novità
per lui ogni goccia di pioggia è novità
per lui ogni segno di quella goccia che scende lungo il vetro
è storia, è favola, è fantasia.
si dice appunto di guardare la vita con occhi di fanciullo
perché quell'acqua di quel fiume
che ti appare sempre la stessa
mai la stessa è.
ogni attimo della tua vita
che ti appare questa vita anche se all'apparenza monotona
ogni attimo mai uguale a se stesso è.
ogni attimo è pieno di tutte le potenzialità
che tutte le cause favorenti e non
possono concederti in quell'attimo stesso
del tuo momento di vita.
sei libero, o uomo
libero di crearti, di inventarti
di favoleggiare nel tuo sentire.
sei libero di vibrare
sei libero anche di soffrire.
la tua libertà è relativa
ma nella relatività della tua libertà
molto ma molto di più di quello che tu fai potresti fare;
molto, ma molto di più di quello che tu vivi
potresti vivere.
non guardare alla vita con avidità
come voler ingoiare, prendere
nutrirsi di tutto contemporaneamente:
per così non avere, non potere
non sentire nulla o ben poco.
avvicinati alla vita seguendola
osservandola, stupendoti di essa
attimo dopo attimo
in qualsiasi cosa tu faccia.
guarda il tuo pensiero
senti le tue emozioni
guarda quel tempo:
come puoi definirlo, come puoi nutrirlo
come puoi viverlo allontanando da te i dolori
le sofferenze, le tribolazioni che
nonostante tutta la tua buona volontà incalzano
ti vogliono affrontare
ti vogliono perdente, ti vogliono sconfitto
o uomo.
quelle difficoltà, quei dolori, quelle sofferenze
non giungono mai sole:
nulla giunge mai solo.
la parola solitudine
nell'esistere non esiste.
la parola solitudine
è data dall'intelligenza dell'uomo
che si ritaglia uno spazio suo personale
in tutto ciò che è invece esistere unito.
anche la persona
che all'apparenza fisica può sentirsi o sembrare sola
anche se non avverte il suo spirito
e non avverte tutto il movimento psichico del pianeta
perché rude è il suo animo,
ma mai sola è.
può sentirsi solo
colui che nei suoi passi sente la terra
materna protettiva benevola
che regge i suoi passi?
può sentirsi solo
colui che nel suo respiro
così necessario alla sua vita
sente quell'effluvio di aria
sente quella leggerezza rinfrescante
che entra dentro di lui con la inspirazione
per poi uscire dolcemente
già consumata dal suo dono
nella espirazione?
può sentirsi solo
colui che in una notte alza gli occhi al cielo
vede le stelle, vede la luna
anche se celate loro sono da nebbie foschie e nuvole?
ma certezza è che oltre le nuvole
oltre le foschie, oltre le nebbie
brillano incorruttibili dagli ostacoli
che si frappongono fra il nostro occhio e le loro siderali distanze.
può considerarsi solo
colui che nella fame
trova appagamento al suo bisogno?
colui che nella sete
trova appagamento alla sua sete?
colui che nel suo bisogno di riposo
trova appagamento alla sua necessità?
l'uomo non è mai solo
perché è accompagnato dalla vita
con tutti quei doni che la vita porta
senza stanchezza, senza sfinitudine
senza ricatti, senza esigere patti
senza esigere ricompense
ma donando sempre rivincite.
l'uomo cammina, senza avvedersi dell'appoggio
confortevole, rassicurante
della terra.
l'uomo respira senza avvedersi della benefica frescura
che scende all'interno del suo corpo.
l'uomo nel bisogno di mangiare
appaga la sua necessità
e sente che tutto gli è dovuto.
l'uomo nel bisogno di riposo
infelice e furioso è
quando questo bisogno non può appagare.
l'uomo
in questo ordine così complesso
del dono della vita
in questo ordine così complesso
di quell'equilibrio del dare e del ricevere
molto punta la sua attenzione
su ciò che egli vuole ricevere
e molto è distratto
su ciò che egli riceve come dono puro
per cui la sua vita può esistere.
la rivincita della vita
è anche quel ridere
quel sorridere, quel dimenticare o quel ricordare,
per ognuno
nel momento che gli è specifico ridere
sorridere, ricordare o dimenticare.
raccogliamo consapevoli tutti quei doni
anche se spinosi
che la vita ci porge
e che la vita sparge sul nostro cammino.
raccogliamo consapevoli
quei sorrisi, quel garbo, quelle gentilezze
che altri fratelli ci donano.
un sorriso, un garbo
una delicatezza, una gentilezza
è segno di pace nell'anima
e in quel momento colui che sente questa pace
la dona all'altro.
abbi presente questo
nei tuoi momenti
nel tuo percorrerti.
se puoi sorridi
se puoi sii gentile
se puoi poni garbo nel tuo fare.
colui che riceverà la delicatezza della pace della tua anima
beneficio ne trarrà
anche se distratto è e perde la consapevolezza
di quell'attimo che tu gli doni.
in ogni circostanza versa l'amore
in ogni circostanza fa' primeggiare l'universalità
in ogni circostanza, se puoi, dimentica l'egoismo
in ogni circostanza identificati nell'altro
in ogni circostanza sappiti difendere dal male.
se tu attento sarai, o uomo, al bene
tu avrai rivelato anche il male.
se tu attento sarai al bene
riconoscerai anche il male
e saprai difendertene tenendolo lontano
non con il furore, non con la rabbia, non con la violenza:
ma solo con l'osservazione
che ti renderà intangibile.
osserva il male: riconoscilo.
mettilo nel transito dell'umanità
accettalo come cosa dovuta
accettalo e allontanalo.
mai puoi perdere o lasciare una cosa
se prima non l'hai posseduta.
il male puoi lasciarlo
solo quando accetti di possederlo.
questo è il percorso
per dissolvere il male, per non avere il male
non al di fuori di te
che continuerà ad andare
continuerà ad esserci
continuerà a rivelarsi.
ma questa accettazione
e questo lasciare il male
è il percorso giusto
per dissolvere il male all'interno di te.
e noi sappiamo
che tutta l'umanità di tutti i tempi
formata è da singoli individui
e il singolo individuo, attento in se stesso
all'accettazione del male per poi lasciarlo,
libererà l'umanità dal male.
amen.