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sul muro del pianto

il muro del pianto
si trova là
in quella terra
in quella giovane nazione
in quella città.
il muro del pianto
si vede costretto e definito
in quella terra ove pianto
dolore, sofferenza
guerre fratricide, genocidi
hanno irrorato quella terra.
quel muro del pianto
non è solo israele
non è solo palestina
non è solo mondo islamico
contrapposto a mondo ebraico.
il muro del pianto
sta a significare quello scontro
che l'umanità nei millenni
vede contrapposto a se stessa.
il muro del pianto
è il simbolo di quell'omicidio
di cui parlano le sacre scritture
che fratello ha ucciso fratello.
tutti i cristiani conoscono
la leggenda di caino ed abele.
leggenda che amaramente
duramente, copiosamente
ha continuato a perpetrarsi
ha continuato a realizzarsi
nella storia dell'umanità.
caino non ha ucciso abele
caino continua ad uccidere abele.
il muro del pianto è lì
per ricordarci quanto dolore
l'uomo arreca a se stesso.
il muro del pianto
non è solo per coloro
che si pongono di fronte a questa misera cosa
che è quella sopraelevazione di pietre
che tanto imponente sembra
ma che tanto misera cosa è
nei confronti di quella imponenza
di costruzione di dolore
che l'uomo nei millenni ha costruito
e continua ancora oggi a costruire.
quella è una terra di dolore
è una terra dove ancora
ferocemente l'uomo odia il fratello
e ferocemente l'uomo uccide il fratello
e ferocemente l'uomo opprime il fratello
e ferocemente l'uomo sopraffà il fratello.
quella è una terra
che mai pace troverà
perché in quella terra
convergono nel loro ciclo incarnativo
tutti quegli spiriti che per karma
debbono esperire nella carne
debbono esperire nella fisicità
debbono esperire la lotta
l'odio, la morte
sia in veste alternata di vittima
che di carnefice.
il muro del pianto sorge in quel luogo
di quella terra di questo pianeta ove
ogni conflitto diventa sangue
ogni diatriba diventa vendetta
ogni disputa diventa lotta
ove l'uomo deve dissolvere
la sua ferocia, il suo male
dove l'uomo deve dissolvere
vivendolo, realizzandolo, esternandolo
quella parte di male
che tanto opprime l'umanità.
il muro del pianto
è quella crepa sulla crosta della terra
da cui fuoriesce quel fuoco, quel magma
che sembra distruttore
che sembra proibita forma di vita
ma che esercita la sua forza
esercita la sua potenza distruttiva
per liberare energie nuove
che servono alla vera vita.
oh tu che senti, oh tu che guardi
oh tu che ascolti ciò che accade
in quel muro del pianto
pensa che anche tu sei coinvolto
in quell'agone di bene e di male
in quell'eccidio di fratelli e di sorelle.
anche tu partecipi
anche per te accade quella liberazione
quel sovvertimento dei valori
anche per te accade quella devastazione
che devastazione è
ma solo apparente.
il muro del pianto deve entrare
nell'anima di ognuno di voi.
ognuno deve sentire
quel muro del pianto
come simbolo, come vetta.
vetta intesa come punto elevato
verso il quale gli occhi di tutti
possono convergere
per non dimenticare le atrocità
per non dimenticare le sofferenze
per non dimenticare le efferatezze
che l'uomo è capace
di infliggere al fratello.
non esiste
nel confronto del muro del pianto
un popolo vittima
e un popolo carnefice.
tutti vittime
tutti carnefici
e man mano tutti gli uomini
passano a rotazione in quella esperienza
di quel muro del pianto
perché tramite quella esperienza
tramite quel crogiolo
di complesse realtà storico-politiche
l'uomo può conoscere la parte più feroce di sè
per potersene liberare.
oh tu che guardi
non chiederti perché.
oh tu che guardi
spera solo che le tue incarnazioni
già ti abbiano portato a vivere
quello che vedi vivere
affinché nel tuo animo quell'odio
quella sofferenza, quella ferocia
sia stata già debellata.
oh tu che guardi
spera, prega
che presto quelle vite possano terminare
per poter esperire in poco tempo
quella ferocia, quella efferatezza
esperire per potersi liberare di quella ferocia
di quella efferatezza.
spera che quelle vite
poco abbiano del tuo tempo
per potere ritornare
ove risposta viene data
a vita di tanto dolore.
oh tu che guardi
ringrazia di essere spettatore esterno
di quel vivere così doloroso, così terribile
che in quella ferita della terra
l'uomo è chiamato a nutrire.
questo ti insegni che
nello spirito, nel grande movimento delle anime
nel grande movimento del significato
dell'umanità sul pianeta terra
non esistono separazione né di regioni
né di città, né di stati, né di terre
né di placche tettoniche.
l'uomo è rappresentato ovunque
l'uomo è nella unificazione ovunque.
l'uomo
solo per definizione spazio-temporale
prende la connotazione di arabo
di palestinese, di israeliano, di italiano
di americano, di inglese, di canadese
di australiano, di indiano, di cinese
di francese, di belga.
solo per quella connotazione
che appartiene alla relatività spazio-temporale
gli uomini hanno delle caselle
hanno delle definizioni
hanno delle ingiunzioni storiche.
ma tutti, tutti
tutti man mano siamo nel transito
di tutte le genti, di tutta la storia
in ogni luogo del pianeta.
oggi che, con la comunicazione
che abbraccia la realtà di tutto il pianeta
l'uomo può rendersi conto
della unificazione della realtà
dell'umanità.
violenze esistono
aberrazioni esistono.
noi ne siamo spettatori oggi.
nel sogno di ieri e nel sogno di domani
potremmo essere gli autori o le vittime
di quello di cui oggi siamo spettatori.
la preghiera dell'amore
è quella che si rivolge a Dio
non per escludere da sé le sofferenze
e le esperienze di dolore
ma quella preghiera d'amore
è quella preghiera che si rivolge a Dio
affinché gli uomini
in questa sostanza dolorosa
della dimensione spazio-temporale
possano al più presto dissolvere
vivendolo, vedendolo, conoscendolo
possano al più presto dissolvere
il loro tempo nella tacca spazio-temporale.
oggi il messaggio che è giunto
è un messaggio tutto rivolto a quella violenza
giustificata all'apparenza
ma mai giustificata nella sostanza
ma sempre necessaria
anche se non giustificata
necessaria
perché l'orrore del male manifesto
possa portare alla cancellazione del male
nell'animo di ogni uomo
uomo vittima
uomo carnefice
uomo liberato
tramite l'espressione espressa del male.
beati coloro che pace vivono sulla terra
beati coloro che pace portano sulla terra
beati coloro che aiutano a vivere la pace sulla terra
beati coloro che insegnano la pace sulla terra
beati coloro che portatori vogliono essere di pace
beati coloro che osano vedere la pace
beati coloro che osano sentire la pace
beati coloro che osano desiderare la pace
beati coloro che pace portano.
l'uccello migratore va in terre lontane
ma per la rigenerazione
ritorna alla sua terra d'origine.
l'uccello migratore non sa qual'è la forza
che lo spinge lontano dalla sua terra d'origine
e non conosce quella forza
che lo riporta alla sua terra d'origine.
ma ritorno si effettua
ritorno esiste.
l'anima dell'uomo
parte dalla sua terra d'origine che è lo spirito
va in terre lontane, sconosciute.
tante sono le tappe
sia dell'allontanamento
e del riavvicinamento
tante sono le tappe
che quell'anima deve conoscere
per potere ritornare definitivamente
alla sua terra d'origine.
uomo
lo spirito è la tua terra di origine.
andrai con tante vesti per il tempo
andrai con tante vesti nel tempo
ma quelle vesti rimarranno nel tempo
e tu tornerai
al di là del tempo, al di fuori del tempo
senza quelle vesti che comunque importanti sono state
perché ti hanno permesso di abitare il tempo.
ma ritornerai libero nella tua terra d'origine
lascerai le vesti consunte
lascerai le vesti stracciate
lascerai le vesti opulente
lascerai le vesti nuove.
sempre vesti sono
che coprivano l'apparenza del tempo.
e ritornerai al tuo spirito
tua terra d'origine
senza veste del tempo
e senza tempo che ha bisogno di veste.
amen