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sull'invalidità

l'invalido che arranca nella vita
non è solo invalido di corpo, ma esiste anche
l'invalido di anima, l'invalido di mente.
di solito l'uomo, quando parla di invalidità,
di norma vede e prevede sempre l'invalidità fisica;
non mette nel conto delle cose l'invalidità dell'anima
e l'invalidità della mente.
per ciò che riguarda la mente,
si parla di handicap mentale.
per ciò che riguarda l'anima,
si parla di depressione
si parla di tristezza
si parla di malinconia,
ma non si parla mai di invalidità.
questo termine può essere inscritto
in queste tre situazioni dell'esistere umano
che abbiamo testè nominato?
invalidità significa
non essere valido,
essere impedito in quella libertà di movimento
quando si tratta del corpo.
essere impedito in quella mobilità di pensiero
quando si tratta della mente.
essere impedito in quel movimento di sentimenti
quando si tratta dell'anima.
possiamo definire queste tre circostanze
coercitive e limitanti, in termini diversi.
ma tutte hanno, aimè, lo stesso contenuto.
c'è qualcosa che impedisce
al corpo di muoversi;
al pensiero di estendersi con coerenza, chiarezza e competenza;
e all'anima di vivere i suoi moti
in armonia con l'esistenza ed in armonia con gli accadimenti.
l'invalidità più riconosciuta, più discussa, più rispettata,
l'invalidità più condivisa è quella fisica.
ebbene vi diciamo che ben poca cosa è l'invalidità fisica
nei confronti della invalidità mentale
e tanto più ancora nei confronti della invalidità dell'anima.
un corpo non vive
tutta la completezza della sua vita
solo nella sua fisicità.
un corpo vive maggiormente
la totalità della sua vita
nella partecipazione e nella creatività,
costruzione, approfondimento di conoscenza
e di elaborazione della mente
e quindi del pensiero.
e questa completezza viene esaudita
solo ed esclusivamente
con la validità dell'anima.
"il corpo da solo poca cosa è".
il corpo con la mente e col pensiero
incomincia ad essere cosa rilevante.
ma il corpo
con la mente ed il pensiero
e il moto dell'anima
è corpo compiuto dell'uomo
nel suo processo coscienziale.
quindi, quando l'uomo soffre
di una di queste tre invalidità,
c'è un crescendo di gravità;
non c'è lo stesso valore.
valore minimo è invalidità di corpo;
valore medio invalidità di mente;
valore massimo invalidità di anima.
possono essere collegate
queste tre invalidità?
in parte sì e in parte no.
voi ben conoscete che nulla c'è di netto
nulla c'è di preciso
e nulla è definito
se non l'indefinito:
tutto è e tutto non è.
tutto è collegato
e tutto esercita una azione
e reazione a catena
in tutto quello che è l'esistere.
questo messaggio
questo insegnamento
questa comunicazione,
date il nome che volete a questo nostro dire,
vi viene concesso perché
il vostro pensiero, la vostra mente,
il vostro sentire, la vostra anima
possa approfondire sempre più
quella che è la verità della vita.
quella che è, anche, la sentenza della vita
per coloro i quali si trovano nelle circostanze
di queste invalidità.
possiate vedere sempre più,
possiate essere sempre più compresi in quello
che è il movimento tutto di questo sentire
che si muove e che fa muovere,
che si esprime e che riceve espressione
da tutto ciò che comporta la manifestazione
senza compartimenti stagno
senza soluzione di continuità
senza cassetti che si possano aprire e chiudere
non curanti di quello che è il contenitore del cassetto.
guardare per vedere
ascoltare per sentire,
è cosa nota.
scoprire le invalidità,
al di là di quella fisica
che tanto ci prende il cuore
che tanto ci sente partecipi
che tanto ci vede fratelli,
per sorreggere colui che è colpito dalla invalidità fisica,
deve sentirci ancora più fratelli
ancora più partecipi
ancora più solidali con coloro che hanno
invalidità mentale e invalidità dell'anima.
il corpo mentale è molto più sottile del corpo fisico.
il corpo emozionale (anima)
ancor più sottile del corpo mentale.
quindi si richiede
una vera crescita dell'individuo uomo che,
oltre a considerare l'invalidità fisica,
possa e debba riconoscere l'invalidità
dei corpi più sottili.
guardare si deve
con l'occhio dell'anima,
guardare si deve
con l'occhio dell'amore e del cuore.
l'occhio fisico è solo una parte,
un embrione rude.
l'occhio fisico è organo di vista superficiale
importante, determinante, partecipante,
ma solo punto anch'egli di passaggio
tra l'interiorità e l'esteriorità.
se noi guardassimo solo con gli occhi come organo fisico,
poco vedremmo e poco sapremmo di quello che possiamo vedere.
l'occhio fisico ci aiuta ad andare oltre.
sostiene quella vista spirituale
quella vista dell'anima che è la vera vista
a cui tutti dobbiamo tendere.
invalido è colui che è limitato
in una sua parte vitale
in una sua parte esistenziale
del proprio essere e del proprio esistere.
invalido maggiore è colui
che limitazione ha nell'anima.
mentre osservi un fratello
invalido nel suo corpo
e lo guardi con pena e lo guardi con pietà
perché lo vedi così provato, così limitato
in quella che è la sua limitazione fisica;
avviene che,
potrebbe essere che
il fratello limitato nelle sue possibilità fisiche
vede in te, sente in te
una limitazione dell'anima.
e mentre tu compiangi lui
perché non può agire nel corpo come tu agisci;
lui sente te, nella sua anima,
come anima indurita la tua
come anima impedita la tua
come anima invalida la tua.
la sua limitazione nel corpo
potrebbe essere stata catapulta
per la liberazione della sua anima.
e la tua libertà
la tua bellezza
la tua indipendenza del corpo,
potrebbe essere chiodo, tenaglia, freno
alla liberazione della tua anima.
osiamo guardare sempre, tutto.
non in un significato di minorità o di priorità,
di superiorità o di inferiorità.
osiamo guardare tutto come ciò che è necessario
in quell'attimo per quell'individuo,
per quello spirito
di ciò che deve esperire.
condivisione, fratellanza, amore
significano:
tolleranza, comprensione, giustizia.
osiamo guardare per vedere
che l' invalidità del fratello nel corpo
è stata o sarà la nostra;
che l' invalidità del fratello
nella mente e nel pensiero
è stata o sarà la nostra;
che l' invalidità dell'anima del fratello
è stata o sarà la nostra.
tutti dobbiamo percorrere quel sentiero
che si avvale di infiniti sentieri
portanti le stesse esperienze
per giungere là dove tutti siamo attesi,
nell'amore
nella universalità
nell'assoluto.
amen